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Sordi preverbali

A volte è solo questione di parole. La notizia è questa: oggi è stato approvato alla Commissione Lavoro del Senato un emendamento che sostituisce il termine “sordomuto” con il termine “sordo preverbale”. Dunque, da ora in poi nelle leggi e nei documenti ufficili sarà obbligatorio usare sempre la locuzione “sordo preverbale”. Il motivo? Lo ha spiegato il sottosegretario al Welfare con delega alle Politiche Sociali, Grazia Sestini: «E’ una modifica attesa dalle associazioni delle persone affette da questa tipologia di disabilità, si tratta pertanto di un ulteriore passo avanti compiuto dal nostro Paese verso una sempre migliore tutela e verso la completa e sostanziale equiparazione di tutti i cittadini». Ma davvero le associazioni protestavano per il termine sordomuto? Ma perché “sordomuto” dovrebbe essere ritenuto indelicato o peggio offensivo? E soprattutto: davvero parlando adesso di “sordi preverbali” si fa un passo avanti nel nostro Paese? A volte è solo questione di parole?
(Esaù)

Pubblicato il 15/12/2005 alle 16.47 nella rubrica Diario.

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